Non immediato e per nulla semplice il brano di greco assegnato come seconda prova dell'esame di Maturità 2012. Tratto da un'opera aristotelica non molto tradotta e pressocchè sconosciuta, per così dire, agli studenti, compresa nel libro V della Fisica di Aristotele, intitolata Sulle parti degli animali. Molto interessante dal punto di vista concettuale ed incentrato su uno dei concetti cardine della filosofia dello Stagirita, il concetto di finalismo, che deve essere ben noto - questo sì - agli studenti, anche se viene affrontato nel corso della prima liceo e, in particolare, nel programma di filosofia.
Condivido pienamente le osservazioni della Professoressa Franca Gusmini (liceo classico "Tito Livio" di Milano), riportate in questo articolo del Corriere della Sera di oggi. Si tratta - non si può negarlo - di un brano molto complesso e articolato dal punto di vista sintattico e stilistico. Le difficoltà sono determinate anche dallo stesso lessico filosofico e dalla struttura complessiva del ragionamento che l'autore sviluppa. Un brano, dunque, non facilmente traducibile in un italiano scorrevole e chiaro.
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La conoscenza intellettiva in Aristotele. Intelletto attivo e passivo.
Ciao a tutti!
Oggi vorrei fare un po' di chiarezza su alcuni complessi concetti aristotelici
relativi alla conoscenza intellettiva ed alla distinzione, stabilita da Aristotele, tra intelletto attivo e passivo.
L'intelletto è quella parte o funzione "con la quale l'anima conosce e pensa". L'intelletto (noos o nous) è un'attività in potenza e come la sensazione si comporta rispetto alle cose sensibili, così fa l'intelletto rispetto alle cose intelligibili, cioè rispetto alla forma universale delle cose dalle quali l'intelletto ricava appunto il concetto.
Aristotele distingue tra intelletto "passivo", quello dell'uomo e intelletto "attivo", quello divino.
L'intelletto passivo è pura potenza o possibilità di
conoscere la forma universale (cioè il concetto o l'essenza) delle cose. Questo tipo di intelletto non può mettere in moto a partire da se stesso tale conoscenza attiva.
Oggi vorrei fare un po' di chiarezza su alcuni complessi concetti aristotelici
relativi alla conoscenza intellettiva ed alla distinzione, stabilita da Aristotele, tra intelletto attivo e passivo.
L'intelletto è quella parte o funzione "con la quale l'anima conosce e pensa". L'intelletto (noos o nous) è un'attività in potenza e come la sensazione si comporta rispetto alle cose sensibili, così fa l'intelletto rispetto alle cose intelligibili, cioè rispetto alla forma universale delle cose dalle quali l'intelletto ricava appunto il concetto.
Aristotele distingue tra intelletto "passivo", quello dell'uomo e intelletto "attivo", quello divino.
L'intelletto passivo è pura potenza o possibilità di
conoscere la forma universale (cioè il concetto o l'essenza) delle cose. Questo tipo di intelletto non può mettere in moto a partire da se stesso tale conoscenza attiva.
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