Consigli per consultare il dizionario di greco antico.

Bentornati e un cordiale saluto a tutti! 

Osservando ogni giorno i miei studenti alle prese con il dizionario, ho pensato che forse potrebbe essere utile riflettere insieme su come usare al meglio questo strumento di studio così importante e, al tempo stesso, non ben conosciuto e sfruttato a pieno in tutte le sue potenzialità. Mi ero già soffermata più volte, in verità, sull'uso del dizionario di latino in una serie di post precedenti, a cui vi rimando. In questo breve post, invece, vorrei fare qualche considerazione sul dizionario di greco.

A scuola, già a metà del primo anno di studi, quando ormai gli studenti sanno leggere discretamente il greco e padroneggiano le nozioni fondamentali di analisi logica, sarebbe auspicabile che venissero dedicate una serie di lezioni di metodo al corretto uso del vocabolario. Si tratterebbe di tempo davvero ben speso, a mio avviso. Aggiungo anche che la capacità di consultare in modo efficace e produttivo il vocabolario si costruisce nel corso del tempo, traducendo, leggendo e studiando molto.

Vorrei richiamare l'attenzione, però, sul fatto che ci sono molte risorse che potrebbero essere d'aiuto per ben tradurre, ma alle quali spesso non si fa caso o che non sono conosciute. Facciamo un semplice esempio, che riguarda i dizionari della casa editrice Loescher. Forse non tutti hanno mai consultato le guide introduttive all'uso del dizionario, che sono, in realtà, molto ben fatte e corredate di utili esercizi pratici per la consultazione dell'opera. Osservate uno di questi, ad esempio: 

Programmi educativi per la promozione del problem solving sociale e della prosocialità.

Buon pomeriggio, cari amici!:-)

Riprendo a scrivere e pubblicare dopo alcuni mesi di silenzio, nei quali sono stata impegnata in una serie di appassionanti studi di pedagogia. Proprio in relazione ad alcune ricerche e letture che ho svolto, vorrei accennare qui ad alcuni originali modelli didattici elaborati, nell’ambito degli studi psicologici e pedagogici, relativamente all’educazione al problem solving sociale, alla prosocialità e all’apprendimento delle cosiddette life skills

Riporto qui, innanzitutto, la definizione di "prosocialità", così come viene delineata in un documento ufficiale commissionato dall’Unione Europea: 

“Il termine prosocialità indica un concetto speculare di ciò che in psicologia viene definito “comportamento prosociale”, vale a dire un complesso di azioni di cui beneficiano altri, la società o un gruppo di personeLa prosocialità è caratterizzata da azioni di aiuto di cui il donatore non beneficia dei risultati. Un comportamento prosociale, perciò, può essere definito come una serie di azioni volontarie intese ad aiutare o beneficiare un altro individuo o un gruppo di persone senza alcuna aspettativa di ritorno in termini di benefici. (…) 

Il concetto di prosocialità descrive l’ipotesi teorica di questo sistema sociale di relazioni: 

quando un’azione non viene indirizzata verso un interesse personale ma per garantire un interesse generale
quando con questo atto un individuo è consapevole di trovarsi in un’area di rispetto delle regole (anche di quelle non scritte)
quando vengono accettate da tutti e quando garantiscono il benessere del gruppo sociale o della comunità di cui fa parte l’individuo

Azioni prosociali fatte senza aspettativa di alcuna ricompensa esterna possono essere definite nella lista provvisoria che segue: 
aiuto fisico e psicologico
condividere le emozioni degli altri (empatia); 
approccio meta-verbale verso i problemi degli altri per migliorare il senso di sicurezza; 
difendere gli altri da minacce
considerare ed apprezzare i punti di vista degli altri e le loro differenze;” 

(tratto da Prosociality Sport Club, Prosocialità per l’integrazione e l’educazione multiculturale. Manuale Prosociale Pedagogico Didattico, Lifelong Learning Program, PS CLUB - Prosociality Sport Club, Prosociality for Integration and Multiculturalism, COMENIUS-CMP Agreement n. 2011- 3565/001- 001, p. 6).

L'importanza delle dimenticanze e degli errori per l'apprendimento...

      Argomenti e temi quali il funzionamento della mente, la memoria e l’apprendimento suscitano sempre molto interesse e, per la loro importanza, continuano ad essere oggetto di inesauribile indagine in molte tradizioni di ricerca scientifica. Benedict Carey, giornalista scientifico e inviato del New York Times, ha recentemente pubblicato il saggio How We Learn: The Surprising Truth about When, Where and Why It Happens ("Come Apprendiamo: La Sorprendente Verità riguardo al Quando, Dove e Come ciò accade"). Con un titolo che richiama le famose 5 W del giornalismo americano e la tradizionale chiarezza pragmatica anglosassone, in questo testo Carey, che da vent’anni si occupa di scienza, neurologia, psicologia cognitiva e psichiatria, sintetizza gli esiti più interessanti emersi nell’ambito degli studi sulla memoria e l’apprendimento, ribaltando molti luoghi comuni diffusi su di essi. 

Eraclìto o Èraclito? Qualche osservazione sulla pronuncia italiana di famosi nomi di origine greca...

Eraclìto o Èraclito? Èdipo o Edìpo? Sono molti i dubbi che insorgono quando si tratta di pronunciare nomi propri di famosi personaggi del mondo greco antico. In questo breve post vorrei fare un po’ di chiarezza, ispirandomi ad alcune utili osservazioni che ho trovato setacciando numerosi libri di testo scolastici in uso. Nel primo volume degli esercizi del Corso di Greco. Lingua e civiltà di M.R. Calabrese De Feo e L. M. Raffaelli, le autrici ci illuminano proprio su questo ricorrente dilemma e spiegano come in molti casi i nomi possano ricevere due accenti diversi, a seconda che si segua la pronuncia greca oppure quella latina, la quale ha trasformato, per così dire, il nome stesso, assimilandolo alle proprie leggi di accentazione.

Ricominciano i corsi e le lezioni estive di materie umanistiche (ed anche economiche).

Bentrovati, cari amici!

Come ogni anno, si rinnovano, anche nel periodo estivo, le nostre lezioni, i recuperi e i corsi di approfondimento di innumerevoli discipline umanistiche: italiano, latino, greco, filosofia, storia, scienze umane ed altro.

Le lezioni e i corsi possono essere frequentati di persona, a Bologna, oppure comodamente on line, da qualsiasi città italiana, secondo una modalità didattica innovativa molto efficace.

Chi fosse interessato può telefonare al seguente numero: 392-0570410

Da quest'anno, inoltre, un ottimo insegnante di discipline economiche si è unito a noi e sarà disponibile, anche nei prossimi mesi estivi, per recuperi, ripassi e lezioni accurate di ragioneria, economia e tecniche bancarie. Potete contattarlo al numero: 346-9554569.

Buono studio e felici giornate!:-)

Elena