Visualizzazione post con etichetta dizionario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dizionario. Mostra tutti i post

Un dizionario di mitologia gratuito...

Buon sabato,

oggi vorrei suggerirvi il "Dizionario di mitologia" gratuito, messo a disposizione dalla casa editrice Loescher e che è scaricabile sul suo nuovo sito. Anche se si tratta, in realtà, di una sintesi selezionata delle principali figure mitologiche, può servire per acquisire alcune nozioni generali e di base, per così dire, utili ad orientarsi meglio all'interno del ricchissimo mondo della mitologia antica e a svolgere ulteriori approfondimenti in un ambito culturale che, a mio avviso, dovrebbe essere maggiormente valorizzato nei percorsi scolastici.

Felice week-end:-)

Elena


Consigli per l'uso del dizionario latino - III

Con questo post vorrei suggerirvi ulteriori consigli per l'uso del dizionario latino, in aggiunta a quelli già mostrati nei due precedenti post, sempre sulla scorta delle sagaci indicazioni di Giuseppe De Micheli (Cotidie legere, edizione Principato, Milano, 2006, pp. 63 - 64), che riporto ed arricchisco in parte. L'autore continua la sua rassegna sull'uso del dizionario latino osservando che:

1. non si deve tradurre "a orecchio" e bisogna guardarsi dai cosiddetti "falsi amici": populatio non significa «popolazione», ma «saccheggio»; parentes non significa «parenti», ma «genitori»; suppliciis non significa «con le suppliche», ma «con i supplizi»; partitis copiis non significa «partite le truppe», ma «spartite (= suddivise) le truppe»; i vocaboli della lingua latina, cioè, spesso costituiscono delle insidiae e non sempre si possono rendere con i termini simili a quelli della lingua italiana;

2. si devono osservare le indicazioni riferite alla posizione della parola nella frase: ad esempio, parole come enim («infatti») e quoque («anche») vanno posposte alla parola cui si riferiscono; perciò una frase del tipo Ego quoque hoc feci non significa «Io ho fatto anche questo», ma «Anch'io ho fatto questo»; analogamente, la locuzione ne... quidem significa «nemmeno», con la parola negata che viene posta tra questi due elementi; perciò una frase come Ne tu quidem hoc facere potes non significa «Tu non puoi fare nemmeno questo», ma «Nemmeno tu puoi fare questo»;


Consigli per l'uso del dizionario latino - II

Salve! Continuiamo a seguire i consigli di Giuseppe De Micheli (Cotidie legere, edizione Principato, Milano, 2006, pp. 62 - 63) riguardo all'uso del dizionario latino. L'autore ci fornisce ulteriori indicazioni, di carattere pratico, oltre a quelle che abbiamo già riportato nel precedente post:

1. leggere attentamente il testo e cercare sul dizionario il lemma in modo corretto: cioè, ad esempio, non confondere aetatem/aestatem, voluptas/voluntas, discedit/descendit, vinctus/victus, fugo/fugio, quaero/quaeror, liberalitatem/libertatem, ignique/inique, ed anche tam/tum/dum, ibi/ubi, ecc.;

2. rilevare sul vocabolario la presenza di omografi, scegliendo (anche con le dovute verifiche) il lemma che si riferisce al contesto: concīdo/concĭdodēcĭdo/dēcīdooccīdo/occĭdoēdūco/ēdŭco,
praedīco/praedĭcovictus da vivo o da vinco, ecc.;

3. una parola del tutto sconosciuta va cercata sul dizionario innanzitutto come si trova scritta nel testo, senza anticipare ipotesi che potrebbero risultare sbagliate o fuorvianti: ad esempio, tĕmĕrē con la quantità breve della penultima sillaba è un avverbio e non un verbo all'infinito, profecto non è solo un participio, ma può essere anche un avverbio, e vocaboli come dēnĭquĕŭbīquĕ, undĭquĕ, plerumqueplerīquĕ vengono registrati sul dizionario così come si presentano, in questa forma, e non si tratta dei composti con la congiunzione enclitica -que; al contrario, si troverà che materne non è un avverbio, ma è composto di mater + ne (particella interrogativa), così come, ad esempio, Marcone e adeone corrispondono a Marco + ne e adeo + ne;


Consigli per l'uso del dizionario latino - I

Eccomi ancora con un post dedicato allo studio del latino ed ai metodi di traduzione di questa magnifica lingua.

Oggi, in particolare, vorrei fornirvi qualche consiglio di carattere teorico e pratico sull'uso del dizionario. Faccio riferimento e rielaboro le indicazioni suggerite da Giuseppe De Micheli, un noto esperto di lingue classiche, autore di molti manuali di ottimo livello dedicati a queste discipline.

A pagina 61 del volume Cotidie legere (casa editrice Principato, Milano), a cui vi rimando e che vi consiglio per lo studio, l'autore elenca i principali accorgimenti da seguire per utilizzare in modo intelligente e utile il dizionario latino. Li riporto qui, in parte modificandoli:

1) imparare a conoscere il linguaggio del vocabolario, che può presentare caratteri di diversa tipologia (chiaro, nero, corsivo, tondo), abbreviazioni, numerazione, simboli e sigle. Molte di queste caratteristiche sono comuni o si assomigliano in tutti i dizionari, mentre altre sono proprie e particolari di ciascuno di essi. Le abbreviazioni, i simboli e le sigle sono descritti e riportati nelle prime pagine del dizionario stesso;

2) osservare come vengono riportate le parti del discorso variabili, se, ad esempio, con le parole intere, per esteso, oppure con trattini e desinenze: in particolare il nome, l'aggettivo e il verbo, sia nella sezione del latino, sia in quella dell'italiano. Se vengono utilizzati trattini e desinenze, può essere utile esercitarsi ad identificare e a leggere i lemmi (nomi, aggettivi e paradigmi dei verbi);