Alcune note sul gerundivo e la costruzione Perifrastica Passiva

Il gerundivo è un AGGETTIVO VERBALE proprio di tutti i verbi transitivi, attivi e deponenti. Esso si forma aggiungendo al tema del presente (completo di vocale tematica) il suffisso -nd e le terminazioni degli aggettivi della prima classe. Il gerundivo ha valore passivo ed esprime un'idea di dovere: si può quindi rendere con un infinito passivo introdotto dal verbo servile "dovere".

Es.: laud -andus, a, um..... da lodare, che deve essere lodato/a.

N:B.: il gerundivo dei verbi deponenti transitivi, come quello dei verbi attivi, ha valore passivo e non attivo: hortandus, da hortor "esorto", significa "che deve essere esortato", verendus, da vereror "temo", significa "che deve essere temuto".


I deponenti intransitivi non possiedono il gerundivo, tranne nel caso della costruzione perifrastica passiva (vedi sotto).
  • Il gerundivo concordato con il soggetto e unito al verbo sum forma la costruzione perifrastica passiva, che ha valore passivo e la sfumatura di dovere del gerundivo;
  • la funzione d'agente è espressa solitamente in caso dativo. Quando il dativo d'agente è espresso o è facilmente ricavabile dal contesto, è preferibile tradurre volgendo la frase all'attivo.
Es.:

Saepius hoc exemplo mihi utendum est
. Trad.: “troppo spesso devo usare questo esempio” (lett.: "si deve da parte mia - dativo d'agente - far uso di questo esempio").

Omnibus pugnandum ac vicendum erat. Trad.: “tutti dovevano combattere e vincere” (lett.: "da parte di tutti si doveva combattere e vincere")

N.B.: i verbi intransitivi o usati intransitivamente formano la perifrastica passiva solo nella terza persona singolare impersonale, con il gerundivo declinato al neutro. Tale costrutto si rende solitamente in italiano con un'espressione impersonale, o, se è noto il complemento d'agente (anche sottinteso), volgendo la frase nella forma attiva.

- Nei verbi della terza coniugazione si trova spesso al posto di -endus la terminazione arcaica -undus, -a, -um. Es.: Caesar iter faciundum esse existimabat (Caes.), trad.: "Cesare riteneva che si dovesse marciare".
Questa terminazione è sempre presente nel gerundivo del verbo eo, che, essendo intransitivo, ha la perifrastica passiva nella forma impersonale eundum est, erat, ecc.

- Con i verbi che reggono il dativo o l'ablativo, per evitare confusione fra il complemento retto dal verbo e la funzione d'agente, quest'ultima viene espressa regolarmente con a, ab e ablativo, es.:
A me oboediendum est tibi, trad.: "Io devo ubbidire a te".
Qualche frase per allenarsi:


1. Aliorum iudicia permulta nobis et facienda et non facienda, et mutanda et corrigenda sunt.

2. Multis civibus est a vobis rei publicae causa (con ultima a di quantità lunga) consulendum.

3. Etiam in secundissimis rebus maxime est utendum consilio amicorum iisque maior etiam quam antea tribuenda auctoritas.

4. Agathocles (la o è breve di quantità) universas naves incendi iubet ut omnes scirent, auxilio fugae adempto, aut vincendum aut moriendum esse.  

5. Militibus simul et de navibus desiliendum et in fluctibus consistendum et cum hostibus erat pugnandum.

6. Caesar ea quae cognoverat dissimulanda sibi existimavit.


Liberamente tratto dal volume (2006) Latino, Laboratorio 1, Lingua e cultura latina, a cura di V. Tantucci, A. Roncoroni, P. Cappelletto, G. Galeotto, E. Sada, casa editrice Poseidonia, Bologna. Ringraziamo gli autori e la casa editrice.






1 commento:

  1. Ciao,
    ho avuto solo ora la fortuna di conoscere il tuo blog tramite una ricerca su google.. peccato essere di un'altra regione
    Mi piace ciò che scrivi, ciò che pensi ed esponi qui

    A presto

    p.s.: scusa, il commento non c'entra molto con il post che, tuttavia, ho letto e riletto con estremo piacere e con la gioia della riscoperta

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