Il finalismo della natura secondo Aristotele nella Maturità 2012.

Non immediato e per nulla semplice il brano di greco assegnato come seconda prova dell'esame di Maturità 2012. Tratto da un'opera aristotelica non molto tradotta e pressocchè sconosciuta, per così dire, agli studenti, compresa nel libro V della Fisica di Aristotele, intitolata Sulle parti degli animali. Molto interessante dal punto di vista concettuale ed incentrato su uno dei concetti cardine della filosofia dello Stagirita, il concetto di finalismo, che deve essere ben noto - questo sì - agli studenti, anche se viene affrontato nel corso della prima liceo e, in particolare, nel programma di filosofia.

Condivido pienamente le osservazioni della Professoressa Franca Gusmini (liceo classico "Tito Livio" di Milano), riportate in questo articolo del Corriere della Sera di oggi. Si tratta - non si può negarlo - di un brano molto complesso e articolato dal punto di vista sintattico e stilistico. Le difficoltà sono determinate anche dallo stesso lessico filosofico e dalla struttura complessiva del ragionamento che l'autore sviluppa. Un brano, dunque, non facilmente traducibile in un italiano scorrevole e chiaro.


Bisogna osservare, d'altro canto, che si tratta anche di un concentrato delle caratteristiche più tipiche dello stile aristotelico, che agli allievi dovrebbero essere state insegnate nel corso degli anni. Tali caratteristiche possono essere così descritte e riassunte brevemente:
frequente ricorso all'ellissi di interi pensieri o parti del discorso (in periodi paralleli o in similitudini) ed anche del verbo essere;
tendenza a sostantivare con l'articolo aggettivi, pronomi, ma anche participi, infiniti o intere frasi infinitive e a volte interrogative;
assiduo uso dell'avverbio "òion" nelle comparazioni o nelle esemplificazioni.

Chi è riuscito a tradurlo correttamente, in ogni caso, è stato davvero molto bravo, intuitivo e si può dire abbia acquisito una certa competenza ed esperienza nella traduzione. La scuola, nelle intenzioni, si propone di far sviluppare agli studenti proprio questo tipo di capacità, al termine dei cinque anni di studio. Purtroppo, temo si tratti ancora solo di buone, ottime, intenzioni, che non trovano, però, piena ed efficace attuazione nella pratica scolastica reale, a causa di moltissimi motivi, tra i quali spiccano, a mio avviso, le carenze, ancora consistenti, nei metodi utilizzati nell'insegnamento delle lingue antiche.

3 commenti:

  1. http://video.repubblica.it/cronaca/canfora-aristotele-scelta-nobile-ma-troppo-difficile/98968/97350
    quì è possibile sentire il commento del famoso studioso Luciano Canfora il quale ha detto che Aristotele è stata una scelta nobile, ma troppo difficile.

    Silvia

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    1. Grazie mille, Silvia, un ottimo contributo, che non poteva essere trascurato!

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  2. che tuffo nel passato leggere e cimentarsi nella traduzione.

    ho rimosso troppe nozioni, che peccato!

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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