Indicazioni di metodo per tradurre e comprendere con più facilità i testi latini. 2.

Cari amici, dopo il primo post che ho dedicato pochi giorni fa al metodo di traduzione del latino, continuo con questa seconda lezione/post arricchendola di nuove indicazioni e consigli. Sempre per quanto riguarda l'ordine delle parole nella proposizione latina, infatti, dobbiamo aggiungere che:


  • l'attributo è solitamente posto davanti al termine a cui si riferisce (1). Se il nome, oltre che da un attributo, è accompagnato da un complemento di specificazione in caso genitivo, quest'ultimo viene molto spesso inserito tra l'attributo e il sostantivo stesso (2). Es.: (1) Plena lagona a Ciconia ponitur. Trad.: la bottiglia piena è servita dalla cicogna. (2) Es.: Pulchrae horti (compl. di spec. inserito tra attributo e sostantivo) rosae odoriferae sunt. Trad.: le belle rose del giardino sono profumate. 
In latino, inoltre, come abbiamo osservato, la funzione logica viene indicata dalla terminazione della parola e non dall'ordine delle parole o dalla posizione della singola parola all'interno della proposizione. La posizione della parola può aiutare solo in alcuni casi:

- a individuare il predicato (il verbo si trova generalmente vicino alla fine della frase);
- a distinguere il soggetto dal nome del predicato (il nome del predicato è quasi sempre vicino alla copula nel predicato nominale);
- ad individuare la posizione degli attributi e del complemento di specificazione.
Sulla base di tali consuetudini tipiche e caratteristiche della lingua, vediamo ora quali passi è necessario seguire per tradurre il brano:
  • analizzare accuratamente il titolo, nel caso sia presente, così come eventuali premesse o brevi introduzioni inserite per presentare e contestualizzare il brano, oltre che per rendere più semplice il lavoro di traduzione (dedicherò all'argomento del titolo un altro post più specifico);
  • leggere con grande diligenza l'intero brano, anche più di una volta, per riuscire a cogliere almeno un'idea generale del contenuto. Per far questo, si dovrà fare riferimento alle parole che già si conoscono, avendole studiate, oppure perché simili o affini all'italiano, anche se occorre fare attenzione ai cosiddetti "falsi amici", ovvero ai vocaboli italiani che hanno modificato di molto il loro significato nel corso dell'evoluzione linguistica, pur avendo mantenuto una forma grafica e fonetica quasi identica a quella del latino (es.: il vocabolo latino "officium", da cui è derivato "ufficio" in italiano, significava nella lingua latina "dovere", "compito", "incarico", "carica", "servizio", ecc.)
  • individuare il verbo e analizzarlo accuratamente (indicarne tempo, modo, forma, persona, numero e coniugazione). Es.: Severae magistrae timidae discipulae parent. Trad.: le timide allieve obbediscono alle severe maestre. Il verbo qui è pareo, terza persona plurale, modo indicativo, tempo presente, diatesi attiva, dal verbo pareo, es, parui, paritum, parere (seconda coniugazione).
  • dal verbo risalire al soggetto. Tale operazione, naturalmente, può risultare complessa se vi sono più nominativi o nel caso in cui vi siano vocaboli con terminazioni uguali. "Parent" ci fa comprendere come il soggetto debba essere un nominativo plurale, ma in questa frase, in realtà, ci sono quattro termini con la desinenza propria di un nominativo plurale, ovvero "severae", "magistrae", "timidae", "discipulae". Come fare, dunque, a comprendere qual è il soggetto del verbo "parent"? Dovremo, innanzitutto, analizzare tali vocaboli, cercando di comprendere a quali parti del discorso corrispondano, se si tratta di nomi, di aggettivi, di pronomi, ecc. Dopo aver compreso che "severae" e "timidae" sono due aggettivi qualificativi, avremo limitato il campo delle scelte possibili e attraverso un ragionamento logico, anche sulla base del significato dello stesso verbo "parere", comprenderemo che tra "magistrae" e "discipulae" il soggetto è "discipulae". La traduzione, pertanto, sarà la seguente: le allieve timide obbediscono alle maestre severe.
  • individuare i termini dei quali sia sicura l'analisi. Può essere utile, inizialmente, soprattutto per chi è alle prime armi con il latino, scrivere tale analisi su ciascuno di questi vocaboli, mentre su quelli rispetto ai quali non si è sicuri, si può apporre un punto interrogativo. Es.: Piratae (nom. plur. ?) parvae insulae (gen. sing. ?) incolas (acc. plur.) terrent.
A prestissimo con altre indicazioni e consigli (li sto raccogliendo dagli appunti delle mie lezioni e da vari manuali ed è un'operazione che richiede tempo e cura!). Tradurre è un'operazione complessa che può divenire facile e divertente, però, se si sa come muoversi.

Un caro saluto a tutti!:-)

Elena

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