Consigli per l'uso del dizionario latino - III

Con questo post vorrei suggerirvi ulteriori consigli per l'uso del dizionario latino, in aggiunta a quelli già mostrati nei due precedenti post, sempre sulla scorta delle sagaci indicazioni di Giuseppe De Micheli (Cotidie legere, edizione Principato, Milano, 2006, pp. 63 - 64), che riporto ed arricchisco in parte. L'autore continua la sua rassegna sull'uso del dizionario latino osservando che:

1. non si deve tradurre "a orecchio" e bisogna guardarsi dai cosiddetti "falsi amici": populatio non significa «popolazione», ma «saccheggio»; parentes non significa «parenti», ma «genitori»; suppliciis non significa «con le suppliche», ma «con i supplizi»; partitis copiis non significa «partite le truppe», ma «spartite (= suddivise) le truppe»; i vocaboli della lingua latina, cioè, spesso costituiscono delle insidiae e non sempre si possono rendere con i termini simili a quelli della lingua italiana;

2. si devono osservare le indicazioni riferite alla posizione della parola nella frase: ad esempio, parole come enim («infatti») e quoque («anche») vanno posposte alla parola cui si riferiscono; perciò una frase del tipo Ego quoque hoc feci non significa «Io ho fatto anche questo», ma «Anch'io ho fatto questo»; analogamente, la locuzione ne... quidem significa «nemmeno», con la parola negata che viene posta tra questi due elementi; perciò una frase come Ne tu quidem hoc facere potes non significa «Tu non puoi fare nemmeno questo», ma «Nemmeno tu puoi fare questo»;



3. dopo aver individuato il verbo, ci si deve accertare se esso è transitivo o intransitivo; se è transitivo, per scegliere il suo significato esatto, lo si deve collegare al suo complemento oggetto; molti verbi, infatti, cambiano notevolmente di senso a seconda dell'oggetto che li accompagna e li completa, come possiamo osservare nella fraseologia riportata nei dizionari e posta accanto ai vari significati. Ne mostriamo alcuni esempi:

edere pugnam: dar battaglia
edere scelus: commettere un delitto
edere vitam: esalare lo spirito, morire
edere ludos: dare lo spettacolo dei giochi
edere responsum: dare un responso
edere caedem: fare un strage
edere librum: pubblicare un libro
edere cruciatus: infliggere tormenti
edere clamorem: emettere un grido
edere infantem: generare un bambino

exercitum ducere: condurre l'esercito
spiritum ducere: respirare, vivere
uxorem ducere: sposare (detto dell'uomo)
primum pilum ducere: comandare la prima centuria dei triari
bellum ducere: tirare in lungo la guerra
vitam ducere: condurre la vita, vivere
pecuniam ducere: stimare il denaro

proelium committere: attaccar battaglia
se committere: affidarsi, esporsi, arrischiarsi
committere făcĭnŭs: commettere un delitto
committere imperium: affidare il potere
manum/manus committere: venire alle mani, scontrarsi

Se, invece, il verbo è intransitivo, si troveranno nel testo dei complementi indiretti, espressi nei casi obliqui o con preoposizioni; in questo caso per la resa del senso sarà opportuno utilizzare correttamente le preposizioni "di", "a", "da", "in", "con", "su", "per", "tra", "fra", "durante", "per mezzo di", "a causa di", "(in) quanto a" (compl. di limitazione), ecc.

Continueremo a seguire i consigli di De Micheli in un prossimo post.

A prestissimo e buono studio!:-)

Elena.

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