L'importanza delle dimenticanze e degli errori per l'apprendimento...

      Argomenti e temi quali il funzionamento della mente, la memoria e l’apprendimento suscitano sempre molto interesse e, per la loro importanza, continuano ad essere oggetto di inesauribile indagine in molte tradizioni di ricerca scientifica. Benedict Carey, giornalista scientifico e inviato del New York Times, ha recentemente pubblicato il saggio How We Learn: The Surprising Truth about When, Where and Why It Happens ("Come Apprendiamo: La Sorprendente Verità riguardo al Quando, Dove e Come ciò accade"). Con un titolo che richiama le famose 5 W del giornalismo americano e la tradizionale chiarezza pragmatica anglosassone, in questo testo Carey, che da vent’anni si occupa di scienza, neurologia, psicologia cognitiva e psichiatria, sintetizza gli esiti più interessanti emersi nell’ambito degli studi sulla memoria e l’apprendimento, ribaltando molti luoghi comuni diffusi su di essi. 

      Fondandosi su una ricca e variegata documentazione scientifica, l’autore propone un punto di vista innovativo sull’apprendimento e sulla conoscenza. Come afferma, eventi quali “le dimenticanze, le distrazioni, le interruzioni o il riposo” sono erroneamente considerati in modo negativo per i loro possibili effetti sull’apprendimento. In relazione a ciò, l’autore scardina, infatti, quella che definisce la “concezione monacale” dell’apprendimento, intesa come una pratica di autodisciplina che deve essere svolta in isolamento, - proprio come nella cella di un monaco -, per sortire i migliori esiti. 

      In realtà, come Carey dimostra, tale concezione può determinare veri e propri effetti collaterali sui risultati scolastici o educativi che si ottengono, perché, come evidente da molti studi, incide negativamente dal punto di vista psicologico, generando nocivi effetti d’ansia. Per Carey, al fine di superare tali difficoltà e rendere l’apprendimento pienamente efficace, si dovrebbe superare tale visione e acquisirne una nuova, che può essere intesa, in realtà, come un vero e proprio stile di vita, indispensabile al fine di acquisire nozioni e abilità in modo ricco e completo. 

Ecco alcune delle utili osservazioni di Carey riguardo alla mente e all’apprendimento: 

1. dimenticare non è sempre una cosa negativa; 
2. spezzare e distanziare il tempo di studio in giorni o settimane può incrementare la quantità di materiale memorizzato e appreso; 
3. cambiare l’ambiente di apprendimento può rivelarsi positivo e può aiutare a potenziare meglio la memoria; 
4. brevi pause, anche per una passeggiata o per visitare Internet, ad esempio, non necessariamente incidono negativamente sulla qualità dello studio, ma possono anzi migliorarla. 

Per ulteriori consigli e per approfondire questi temi, vi rimando al volume stesso.

A presto e un buon sabato a tutti!:-)

Elena.



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