Consigli per consultare il dizionario di greco antico.

Bentornati e un cordiale saluto a tutti! 

Osservando ogni giorno i miei studenti alle prese con il dizionario, ho pensato che forse potrebbe essere utile riflettere insieme su come usare al meglio questo strumento di studio così importante e, al tempo stesso, non ben conosciuto e sfruttato a pieno in tutte le sue potenzialità. Mi ero già soffermata più volte, in verità, sull'uso del dizionario di latino in una serie di post precedenti, a cui vi rimando. In questo breve post, invece, vorrei fare qualche considerazione sul dizionario di greco.

A scuola, già a metà del primo anno di studi, quando ormai gli studenti sanno leggere discretamente il greco e padroneggiano le nozioni fondamentali di analisi logica, sarebbe auspicabile che venissero dedicate una serie di lezioni di metodo al corretto uso del vocabolario. Si tratterebbe di tempo davvero ben speso, a mio avviso. Aggiungo anche che la capacità di consultare in modo efficace e produttivo il vocabolario si costruisce nel corso del tempo, traducendo, leggendo e studiando molto.

Vorrei richiamare l'attenzione, però, sul fatto che ci sono molte risorse che potrebbero essere d'aiuto per ben tradurre, ma alle quali spesso non si fa caso o che non sono conosciute. Facciamo un semplice esempio, che riguarda i dizionari della casa editrice Loescher. Forse non tutti hanno mai consultato le guide introduttive all'uso del dizionario, che sono, in realtà, molto ben fatte e corredate di utili esercizi pratici per la consultazione dell'opera. Osservate uno di questi, ad esempio: 


"Esercizio 35. 

Individua le indicazioni di reggenze che il Vocabolario ti dà per ciascuna delle seguenti voci: cerca di capire di quale tipo di costruzione si tratta e applicalo poi alla frase che ti viene proposta, declinando opportunamente, se necessario, la parola posta tra parentesi.  

Creo, as, avi, atum, are, I tr., 
creare aliquem consulem, eleggere uno console, LIV.; consules creati [sunt]..., furono eletti consoli, LIV.   
1. Gallorum principes Vercingetorigem ...................... (dux) creaverunt. Soluzione: ducem
2. Antonius a populo creatus est ........................... (praetor). 
Soluzione: praetor." 

(Guida al Vocabolario della Lingua Latina di Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti, editrice Loescher, Torino, 2007, pag. 98).

Richiamando alcuni consigli riportati su un noto volume di esercizi di greco per la scuola superiore, Ellenistì, suggeriamo innanzitutto l'importanza di comprendere la catalogazione e la partizione delle voci di ogni dizionario e di leggerne la nomenclatura, imparando sommariamente le forme di abbreviazione.

Gli autori di questo libro di testo forniscono una serie di suggerimenti pratici da non trascurare, secondo me. Vediamo, ad esempio, come viene spiegata, in particolare, l'organizzazione del dizionario di greco Montanari, in riferimento ai lemmi molto lunghi e complessi

Viene presa come esempio la voce del verbo φέρω (pr.: féro), portare. Scrivono gli autori: "la partizione più importante è data dai numeri (...) 1 (corrispondente alla diatesi attiva) 2 (media) 3 (passiva). All'interno di ciascuna di queste scansioni, abbiamo una sottopartizione segnalata per mezzo di lettere minuscole riquadrate, a, b, c, ecc., corrispondenti ai diversi usi del verbo. Ciascuna di queste sottopartizioni, a sua volta, è divisa in sottosignificati, a seconda degli ambiti d'uso.

Nel nostro caso, per esempio, la sottopartizione a distingue tra usi vari del sottosignificato più generico, "portare": inizia con "portare"; passa, dopo aver interposto due barre verticali (||), a considerare l'ambito delle bestie da trasporto (significato "portare, spingere"); passa, dopo altre due barre (||), all'ambito tragico, con il significato di "avere"; passa, infine, dopo altre due barre (||), ai sentimenti (significato "sopportare" e simili). Esaurita la sottopartizione a, la sottopartizione b affronta il significato di "tollerare"; la sottopartizione c il significato di "offrire", ecc. 
Questo tipo di partizione delle voci complesse segue lo stesso procedimento in tutti i dizionari di greco (Rocci, Società Editrice Dante Alighieri, Liddel-Scott, Le Monnier, ecc.)." (tratto da P. Agazzi, M. Vilardo, Ellenistì, Grammatica della lingua greca, volume II, Esercizi,  Zanichelli, Bologna, pag. 50).

Un ulteriore, fondamentale, consiglio, fornito in queste stesse pagine, è il seguente:

"In una sottopartizione molto lunga, gli esempi e i relativi significati sono disposti sempre in ordine cronologico, un ordine che bisogna imparare a riconoscere e valorizzare.
Sono citati per primi gli usi, se ce n'è, nell'Iliade e nell'Odissea, poi in Esiodo, nei filosofi presocratici, nei tragici. Si procede ordinatamente con i classici (es. Erodoto, Tucidide, Senofonte, Platone, gli oratori), con gli ellenistici (es. Polibio, Diodoro, Strabone), con l'età imperiale (es. Plutarco, Luciano, Dione Cassio) e si arriva agli autori cristiano-bizantini. Anche chi è al ginnasio, dunque, è bene che impari una cronologia essenziale degli autori greci fino all'età imperiale e studi le abbreviazioni dei loro nomi sul dizionario. Non ha molto senso scegliere un particolare significato adottato, poniamo, dal bizantino Procopio, se si sta traducendo Senofonte, autore vissuto mille anni prima!" (ibidem, op. cit.).

Anche i consigli di Pier Luigi Amisano si rivelano di grande utilità, a mio avviso. Lo studioso scrive, ad esempio: "(...) il dizionario riporta di un termine molti significati, talora completamente estranei fra di loro. Svariate parole, infatti, con il tempo si sono arricchite di accezioni derivate, figurate o traslate (polisemia); il dizionario, perciò, presenta tutti i significati di una parola, a partire dal significato di base (o denotativo) per poi passare a tutti gli altri significati cui essa è giunta per associazione d'idee o per espansione di quello di base (secondari o connotativi). (...) il significato di un termine è strettamente collegato al contesto; è quindi necessario abituarsi a "guardare" tutto il lemma e arrivare a distinguere il significato denotativo da quello connotativo. Il dizionario, inoltre, riporta di un termine anche le accezioni di uso specialistico (lessico specifico) in ambito retorico, filosofico, militare, matematico, medico, religioso, ecc.
Le indicazioni offerte dal titolo del brano, quindi, non solo rappresentano la base di partenza per la contestualizzazione del passo, ma orientano pure sul tipo di lessico impiegato." 
(tratto da P.L. Amisano, Laboratorio di greco, versioni per il triennio, Paravia, Torino, 2001, pp. 17 - 20, passim).




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